2. Quali sono i programmi e i progetti della Comunità Montana per sviluppare ulteriormente la Valnerina?
Per anni la Comunità Montana, insieme ai Comuni, ha operato scelte importanti di ordine economico e sociale.
Come amministrazione, cercheremo di mettere in atto, azioni a tutto campo, lavorando nel compito che ci è proprio di tutela dell'ambiente, del suolo e del paesaggio, ma affiancando tutto questo a un'azione di interventi che sosterranno le imprese e le famiglie residenti per evitare lo spopolamento e contenere la tendenza all'invecchiamento.
La Valnerina è un luogo di straordinarie risorse: dopo gli eventi sismici sono stati recuperati decine e decine di immobili, di centri storici; la viabilità è migliorata sensibilmente, il metano è ormai una realtà, la ricettività alberghiera ed extralberghiera conta numeri interessanti, i beni culturali – veri punti di forza dell'attrattiva turistica e garanti dell'unità sociale - sono stati per la maggior parte restaurati. Bisogna impegnarsi per fare di questo patrimonio una risorsa economica, rimuovendo gli squilibri che ci sono con i territori non montani, e darsi da fare per garantire l'accesso ai servizi pubblici essenziali e l'effettivo esercizio dei diritti.
Concretamente, in questi giorni stiamo coordinando, insieme al Bim, la costruzione di un progetto di filiera da presentare a fine marzo alla Regione, che erogherà finanziamenti importanti; stiamo progettando e realizzando una rete di sentieri che permetterà di collegare le strutture ricettive, le attività produttive, commerciali e di servizio, da presentare ai turisti di tutto il mondo.
Oltre a ciò il nostro personale sta lavorando sulla manutenzione di fiumi, torrenti, fossi, sulla realizzazione di aree di sosta, miglioramento di strade rurali, su altri interventi di forestazione, qualificazione ambientale e su progetti specifici. La Comunità Montana ha contribuito finanziariamente alla redazione del dossier per la candidatura della Valnerina come sito Unesco, di cui è capofila il comune di Vallo di Nera; ha collaborato con il Consorzio Bim alla stesura di un piano per il miglioramento delle aree produttive della Valnerina.
E altre programmazioni stanno prendendo corpo.
3. Prosciutti, salumi, tartufi, lenticchie e tanta ospitalità. Quali suggerimenti vuol dare agli operatori dei vari settori?
Quello di privilegiare la qualità e l'eccellenza. Abbiamo un territorio generoso, dotato di un incredibile paniere alimentare che ben pochi luoghi possono vantare e di un'accogliente rete di ricettività, dotata di buoni servizi. Ritengo che si debba lavorare di più sulla produzione, non solo sulla commercializzazione del prodotto, sulla tracciabilità che garantisce il valore aggiunto e tutela il diritto alla salute dei cittadini, oltre a garantire un armonico equilibrio socio-economico. Penso che i vari servizi e il complesso di prodotti debbano essere riconosciuti sotto la denominazione di un unico marchio d'area.
Sarebbe, inoltre, oltremodo qualificante che produttori ed imprenditori dell'ospitalità trovassero accordi per offrire ai visitatori e ai turisti le materie prime locali.
4. E' stata approvata la legge sull'autofatturazione dei tartufi da parte dei commercianti, come la giudica?
Un provvedimento, quello contenuto nella Legge finanziaria di quest'anno, che ha tentato di risolvere un serio problema fiscale e di regolarizzare il mercato, dove è presente in maniera sostanziosa e sommersa il prodotto raccolto dai cavatori occasionali, circa l'80% del totale.
La disposizione legislativa, se da una parte si prefigge di recuperare una mancata tassazione, dando una mano alle ditte di commercializzazione che si trovavano in difficoltà non avendo la merce in regola, dall'altra parte, ha eliminato, però, definitivamente la possibilità di identificare il territorio di provenienza dei tartufi.
Questo per la nostra zona, che si fregia dell'appellativo di luogo di produzione del tartufo nero pregiato, è sicuramente uno svantaggio notevole.
Inoltre, garantendo la fatturazione per il raccolto dei cavatori occasionali, che per la maggior parte cercano tartufi come secondo lavoro, la Legge ha messo sullo stesso piano costoro e gli agricoltori che invece hanno da sempre cercato i tartufi per integrare lo scarso reddito proveniente della propria azienda.
In definitiva, la misura fiscale, non ha affrontato in maniera completa il problema, garantendo la circolazione libera del prodotto ma non agevolando i cavatori tradizionali e il prodotto della nostra montagna.
5. Siamo alla vigilia della “Quarantaduesima Mostra Mercato del Tartufo nero e dei Prodotti tipici, la Comunità Montana cosa organizza?
Stiamo definendo in questi giorni i dettagli della collaborazione con il comune di Norcia. Quest'anno la Mostra si terrà in due fine settimana, per permettere a più visitatori e compratori di visitare le esposizioni e di apprezzare le golosità di Norcia e della Valnerina.
La Comunità Montana organizzerà un convegno il sabato cinque marzo, per riflettere su un tema di sviluppo per la vallata e sarà presente con un proprio stand che illustrerà i servizi offerti e il lavoro svolto.
6. Lei è anche sindaco di un piccolo Comune: Vallo di Nera. Lo presenti al grande pubblico di internet.
Vallo di Nera è un piccolo comune, ma dal fascino straordinario.
Sono stata sindaco dal 1990 al 2004 ed ora, da giugno il testimone è passato a Fausto Dominici, vicesindaco nella trascorsa legislatura.
Conta, il territorio, sette frazioni di cui Vallo è la più grande e la più popolata. I piccoli borghi, di origine medievale, ancora intatti, sono appesi sui colli e sugli speroni di roccia prospicienti il fiume Nera. Se il paesaggio e l'ambiente naturale sono incantevoli, non da meno sono le architetture degli edifici civili e le chiese romaniche con gli affreschi pregevoli di scuola giottesca. Vallo è un paese-monumento. Conserva l'impianto originario di castello duecentesco con mura, torri, vicoli, archetti, sottopassaggi, feritoie, mensoloni. E' stato di recente ammesso nel club dei Borghi più belli d'Italia, che annovera un centinaio di centri storici in Italia, tra cui Vallo e Norcia in Valnerina. Spesso oggetto di servizi e reportage su riviste e trasmissioni televisive specializzate, accanto alle risorse storico- culturali, il comune presenta una rinnovata attività economica legata soprattutto ai prodotti locali, come tartufi, formaggio, trote, lenticchia, farro, all'artigianato tradizionale e alla ricettività. |