Inaugurata “Trettechènno”, la mostra fotografica di Lorenzo Attili

Inaugurata “Trettechènno”, la mostra fotografica di Lorenzo Attili

Un anno di lavoro e 50 scatti, 36 dei quali sono esposti fino al 30 ottobre nel palazzo comunale. Il racconto di una comunità tra scene di vita quotidiana, cantieri della ricostruzione ed eventi

Si intitola ‘Trettechènno’, che nel dialetto locale significa tremare, scuotersi, vibrare, la mostra fotografica di Lorenzo Attili che è stata inaugurata a Norcia nella Sala del Consiglio Maggiore del Palazzo Comunale con il patrocinio di Regione Umbria, Comune di Norcia, Cedrav e Gal Valle Umbra e Sibillini. Visitabile fino al 30 ottobre, l’esposizione del ventottenne fotografo nursino richiama l’esperienza drammatica del terremoto che ha profondamente segnato il territorio nel 2016, ma allo stesso tempo evoca la vitalità della sua comunità, la stessa energia che spinge le persone a reagire, muoversi e andare avanti. Se la terra ha tremato, infatti, l’obiettivo di Lorenzo Attili ha risposto catturando la stabilità di una comunità che, giorno dopo giorno, si sta riappropriando del proprio futuro. Dal lavoro di un anno sono state selezionate per l’esposizione 36 immagini a colori e 50 confluite nel catalogo. Una scelta complessa per una mostra che, oltre a documentare, vuole stimolare domande e dialogo attraverso una riflessione chiave: a dieci anni dal terremoto, l’anima di Norcia è rimasta la stessa grazie alle persone che la vivono? Questo interrogativo spinge il visitatore a guardare oltre le apparenze, a distinguere tra il cambiamento fisico dei luoghi e la continuità culturale, che rappresenta il filo invisibile della comunità. Il progetto ha preso forma nella primavera del 2025 con il supporto di Erik Messori, fotogiornalista e cofondatore del collettivo Capta, specializzato in reportage nazionali e internazionali. Le basi narrative e concettuali sono state costruite a stretto contatto con la comunità, raccogliendo testimonianze tra scene di vita quotidiana, cantieri della ricostruzione e dietro le quinte degli eventi locali.

All’inaugurazione, oltre all’autore degli scatti hanno preso parte, tra gli altri, l’amministrazione comunale di Norcia con il sindaco Giuliano Boccanera e l’assessore al Turismo e alla Cultura Maria Anna Stella, e l’assessora al Turismo della Regione Umbria, Simona Meloni. “Questo progetto nasce circa un anno fa – ha raccontato Attili –, quando ho conosciuto Erik Messori durante un workshop a Padova (ndr, Lorenzo Attili ha deciso di tornare a Norcia da Padova, dove si era trasferito dopo l’università a Perugia). Nel 2016, quando avevo 18 anni, ho realizzato alcune fotografie subito dopo terremoto, che sono rimaste nel cassetto; avevo questo desiderio di riportarle in vita e così con lui abbiamo iniziato a ragionare su questo progetto in vista del decennale del terremoto. Abbiamo deciso di raccontare che cosa era cambiato nel corso degli anni e da lì è iniziato il viaggio nel territorio che mi ha portato a conoscere uno spaccato della società in cui sono cresciuto”.

“Crediamo molto nei nostri talenti che ritornano qui per raccontare qualcosa – ha detto l’assessore Stella – e Lorenzo è uno di questi. L’anno scorso abbiamo ospitato una mostra di arte contemporanea, sempre di artisti nursini che sono tornati qui per raccontare la loro storia e oggi abbiamo Attili, che ci accompagnerà fino a ottobre per raccontare in maniera inedita il decennale del terremoto. È un viaggio, oltre che visivo, dell’anima, perché questi scatti ci raccontano ciò che non è mai andato via, ciò che è sempre restato probabilmente; è un modo di fare comunità e credo che non ci sia scenario migliore del Palazzo comunale per ospitare questa mostra che parla veramente alle anime delle persone e a tutto il territorio con le sue frazioni. Trettechènno, è qualcosa che trema, vacilla ma non molla e ci fa forse tremare di emozione”. “Lorenzo Attili, tra ricordo, memoria e progetti futuri – ha commentato Meloni –, ci racconta la speranza, la fierezza di un popolo che non si è mai abbattuto e anche una rete fatta di amministrazioni a più livelli, di associazioni, attività produttive, volontari e quindi di cittadinanza attiva; in questa mostra c’è il ritratto della disperazione di quei giorni del 2016 ma anche della voglia di rinascere, risorgere e rialzarsi. È una mostra molto bella proprio perché raccontata da un giovane uomo che è andato oltre queste montagne, che non sono sempre un ostacolo ma anzi uno stimolo a inventarsi delle cose belle come questa esposizione”.

Norcia Online

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