Il Presidio Slow Food per la Roveja spegne 20 candeline
L’appuntamento si è svolto nell’azienda agraria dell’Istituto Tecnico Agrario di Sant’Anatolia di Narco. Quando scuola, territorio e biodiversità generano valore
Un traguardo importante, che intreccia identità locale, sostenibilità e formazione delle nuove generazioni: il 17 ottobre si è celebrato il ventesimo anniversario del Presidio Slow Food della Roveja di Civita di Cascia, uno dei legumi più antichi e preziosi dell’Appennino umbro.
L’evento si è svolto presso l’Azienda Agraria dell’Istituto Tecnico Agrario di Sant’Anatolia di Narco, che ha promosso e organizzato l’iniziativa in stretta sinergia con il Presidio Slow Food. Una giornata speciale che ha visto una numerosa partecipazione di studenti, produttori, esperti e membri della comunità locale. Gli interventi tecnici e le riflessioni si sono alternati a momenti di grande emozione e coinvolgimento culturale. L’atmosfera è stata riscaldata dal maestro Remo Scorsolini con brani musicali della tradizione contadina, capaci di rievocare lo spirito di festa e condivisione con cui le comunità di un tempo affrontavano anche le giornate di più dura fatica.
Toccanti anche le letture poetiche, che hanno creato un suggestivo ponte generazionale: versi scritti e recitati dagli studenti, adolescenti di oggi, affiancati dalle poesie condivise dal Sindaco Agnese Benedetti, ideale rappresentante degli “adolescenti di ieri” ed eccezionale moderatore dell’incontro. Durante il convegno che ha aperto la giornata, gli interventi dei relatori hanno evidenziato le eccezionali proprietà nutrizionali della roveja e il suo ruolo fondamentale nel modello della Dieta Mediterranea. Ricca di proteine, fibre e sali minerali, la roveja rappresenta non solo un alimento completo, ma anche un simbolo della capacità di una comunità di “prendersi cura” del proprio patrimonio agricolo e paesaggistico.
Al centro del dibattito, un messaggio chiave: affinché questo cultivar tradizionale non rimanga confinato solo nei ricordi o nei libri di storia, è fondamentale incentivarne il consumo quotidiano. La vera custodia passa attraverso il piatto: coinvolgere i ristoratori locali e l’intera cittadinanza è il passo decisivo per diffonderne l’uso e garantirne un futuro economico e sociale sostenibile.
A testimonianza della vitalità di questa filiera, le aziende produttrici di Cascia hanno offerto ai presenti un’esperienza degustativa unica, preparando e regalando assaggi di piatti tradizionali e creativi a base di roveja, valorizzandone la versatilità in cucina. Particolarmente significativa e calorosa è stata la presenza degli studenti, veri protagonisti della giornata. Per la loro formazione e il loro coinvolgimento sono state organizzate attività didattiche sul campo, tra cui sessioni di orienteering per scoprire la flora autoctona del territorio e diversi laboratori pratici. La loro partecipazione attiva rappresenta un segnale di grande speranza per il futuro della biodiversità locale.
L’incontro del 17 ottobre ha dimostrato in modo tangibile come la collaborazione tra l’istruzione agraria, la comunità dei produttori e un’associazione internazionale come Slow Food sia in grado di produrre un valore concreto e duraturo per il territorio ed una sinergia vincente. Custodire la roveja significa proteggere l’ambiente, promuovere un’economia di nicchia ma di alta qualità e trasmettere alle nuove generazioni il valore della terra: una sfida vinta vent’anni fa con la nascita del Presidio e che oggi rilancia con forza il suo impegno verso il futuro.






