Comitato Patrimonio Valnerina, forti dubbi sulla “pubblica utilità” del progetto Anas
Posti alle Istituzioni quattro quesiti su pubblica utilità, fondi PNRR e impatto del progetto
Il Comitato Patrimonio Valnerina continua a farsi sentire per contrastare i lavori di adeguamento previsti lungo la Tre Valli Umbre, nel tratto tra Sant’Anatolia di Narco e Vallo di Nera. Il progetto dell’Anas, in particolare, “suscita forti perplessità relative alla pubblica utilità tenuto conto: del rischio di incidenti stradali mortali legati alla realizzazione della galleria, come dimostrato dai quattro studi presentati formalmente dal comitato ai comuni interessati; dell’impatto ambientale sui delicati ecosistemi del fiume Nera e della Valnerina; della natura stessa dell’intervento visto che tratti importanti rappresentano una nuova opera anziché un mero ‘adeguamento’ dell’esistente tracciato stradale”.
Il Comitato chiede quindi alle Istituzioni e agli Enti competenti, in primis, di effettuare verifiche sui requisiti contrattuali. “Quali tutele concrete sono state attivate per garantire la costante regolarità dei requisiti di moralità e integrità nell’aggiudicazione dell’appalto, anche alla luce delle vicende giudiziarie siciliane emerse sulla stampa nazionale?”. Espressi anche dubbi in merito alla sicurezza e alla continuità dei cantieri. “Quali controlli tecnici aggiuntivi sono stati predisposti per scongiurare il rischio di blocco dei cantieri, ritardi nell’esecuzione dell’opera o potenziali vizi esecutivi sulla rete infrastrutturale, vedi problematiche Salaria a Trisungo?”. Resta da chiarire, poi, l’aspetto finanziario. “Quali misure urgenti si intendono adottare per assicurare che la gestione dell’appalto rispetti rigorosamente i parametri di economicità, efficacia e trasparenza imposti dalle normative europee e nazionali, a fronte dell’ingente impiego di denaro pubblico?”. E non finisce qua. “Su quali dati statistici si è affermato che la costruzione della galleria ridurrà il rischio di incidenti, in particolare quelli mortali, che smentiscano gli studi da noi presentati?”.
Il Comitato Patrimonio Valnerina, come si legge in una nota, “non intende formulare tesi d’accusa o tantomeno ipotesi di reato, funzioni che spettano esclusivamente alla magistratura competente, ma mira unicamente a stimolare un dibattito pubblico nella massima trasparenza e a garantire che l’appalto venga eseguito nel pieno rispetto della legalità, escludendo ogni potenziale danno per l’Erario e per il territorio”.






