Dedicata a San Benedetto da Norcia la nuova edizione della Festa del Covo
La comunità di Campocavallo di Osimo omaggia il Patrono d’Europa con la manifestazione in programma dal 29 luglio al 2 agosto. Premio speciale al commissario Castelli
Anche la comunità di Campocavallo di Osimo (in provincia di Ancona) omaggia la figura di San Benedetto da Norcia. È infatti dedicata al Patrono d’Europa la nuova edizione della Festa del Covo, in programma dal 29 luglio al 2 agosto. “La scelta – fanno sapere gli organizzatori – assume un significato particolarmente profondo per una manifestazione che nasce dalla terra, dal lavoro dell’uomo e dalla gratitudine verso Dio per i frutti del raccolto. Nel celebre motto benedettino ‘Ora et Labora’ ritroviamo infatti gli stessi valori che animano da sempre la nostra tradizione: la fede vissuta nella quotidianità, la dignità del lavoro, la solidarietà tra le persone e il senso di appartenenza a una comunità. Nel VI secolo, in un tempo segnato da incertezze e divisioni, Benedetto indicò una strada nuova fondata sul Vangelo. I monaci portarono ovunque la croce, il libro e l’aratro: la fede che illumina, la conoscenza che educa e il lavoro che rende feconda la vita dell’uomo”. Anche il Covo è espressione di questi stessi valori. “Nato dal grano, frutto della terra e della fatica degli agricoltori, esso diventa opera d’arte, segno di devozione e testimonianza di una memoria che continua a vivere attraverso le generazioni. Ogni spiga intrecciata racconta una storia di impegno, di collaborazione e di amore per le proprie radici”.
La rassegna proporrà tornei di burraco, spettacoli teatrali, approfondimenti religiosi e culturali, stand gastronomici, serate musicali, giochi popolari, un raduno di trattori d’epoca, una processione raffigurante la basilica di San Benedetto e la consegna della “Spiga d’Oro” al commissario straordinario per la ricostruzione Guido Castelli. Il prestigioso riconoscimento viene conferito, ogni anno, a personalità del mondo religioso, culturale e della vita pubblica che, pur non appartenendo alla comunità parrocchiale, si sono distinte per il significato contributo offerto alla realizzazione e al successo della manifestazione. Stavolta la scelta è caduta su Castelli “per il costante e concreto impegno profuso nella rinascita delle comunità colpite dal sisma, per la determinazione con cui ha sostenuto il percorso di ricostruzione materiale, sociale ed economica dei territori dell’Appennino centrale e per l’attenzione riservata alla tutela delle tradizioni, dell’identità e del patrimonio culturale delle popolazioni coinvolte”.
Coinvolta pure Norcia dove, dall’8 al 31 agosto, verranno esposti il Covo 2026 e altri 2 Covi (edizioni Loreti e San Pietro). “Guardando a Lui, vogliamo riscoprire il valore dell’unità in un tempo che spesso conosce divisioni e confitti. Vogliamo imparare da Lui il rispetto per la persona, la centralità della famiglia, il senso della comunità e la capacità di costruire il futuro senza dimenticare il passato. Affidiamo dunque questa Festa del Covo all’intercessione di San Benedetto e alla protezione della Beata Vergine Addolorata di Campocavallo. Essi accompagnino il cammino delle nostre famiglie, dei giovani, degli anziani, dei volontari e di tutti coloro che con generosità rendono possibile questa straordinaria manifestazione di fede e di popolo ininterrottamente sin dal 1939. Che il grano dei nostri campi, trasformato dalle mani operose della comunità in segno di bellezza e devozione, continui a ricordarci che ogni frutto autentico nasce dall’incontro tra il dono di Dio e il lavoro dell’uomo. Buona Festa del Covo a tutti”. Qui il programma completo.






