La Consulta Giovanile di Norcia nomina coordinatrice Francesca Battilocchi

La Consulta Giovanile di Norcia nomina coordinatrice Francesca Battilocchi

“Collaborare con tutti, senza prevaricare nessuno nè sovrapporci”

È Francesca Battilocchi, nursina di 27 anni, la prima coordinatrice della Consulta dei Giovani nominata nel corso dell’Assemblea che si è svolta mercoledì 26 novembre.

Gli iscritti sono 73, e fanno di quella nursina la consulta tra le più numerose dell’Umbria,  se non la più numerosa! Già questo è un dato che si può ritenere importante e significativo, se mantenuto o addirittura aumentato. 

Francesca fa subito chiarezza “già in tanti ci hanno chiesto quando riapriranno le iscrizioni! Oggi il più piccolo ha 16 anni e il più grande 33 quindi penso che siamo riusciti a prendere tutte le fasce d’età rappresentative dei ragazzi sul territorio”. 

Quali sono state le prime reazioni del gruppo? 

“Far parte di una Consulta, significa sentirsi subito responsabili di quello che si fa. E’ un organo che lavora a contatto con il Comune e l’Amministrazione comunale tutta, per cercare di fare entrare nel palazzo tematiche e proposte della nostra generazione che potrebbero rimanere inascoltate e impegnarci comunque sempre per la Comunità, al di là di ogni credo politico o amministrativo di turno. Dalla prima riunione – prosegue Francesca – ci siamo accorti che i ragazzi hanno molta voglia di fare, di farsi sentire, di creare cose nuove, di aprirsi a realtà diverse. Sono uscite davvero moltissime idee: da eventi ludici come feste e concerti, a workshop di grafica, all’orientamento universitario/lavorativo, fino ad eventi di carattere culturale e sociale” 

Il consiglio esecutivo è formato da sette  persone, oltre alla Coordinatrice ne fanno parte (in o.a.) Gianmarco Battilocchi, Valerio Boccanera, Maura Leoncilli, Arianna Lucci, Gabriella Palazzeschi ed Edoardo Salimbeni. 

Quali sono i vostri primi obiettivi? 

“Innanzitutto creare e consolidare questo numeroso gruppo, ossia di conoscerci, proprio perchè siamo molti e alcuni con 17 anni di differenza. Un altro obiettivo che ci siamo fissati è quello della collaborazione, sia con gli Enti che con le Associazioni già presenti sul territorio, in modo di avvicinare anche i ragazzi alle tradizioni e agli eventi della città e ci tengo a precisare che non vogliamo prevaricare nessuno, nè sostituirci a nessuno. Ci sono poi vari progetti ai quali teniamo e che vorremmo avviare, per i quali abbiamo grande attenzione e cercheremo di coinvolgere tutta la Comunità. La prima iniziativa che organizzeremo sarà il 27 dicembre, una tombolata per la città, con la particolarità che ad ogni numero…sarà associato un soprannome di Norcia . Insomma, una smorfia alla nursina”.  

Qual’ è il contributo che può dare alla citta questo nuovo gruppo?

“Il nostro intento è quello di cercare di affiancare alla ricostruzione fisica degli edifici, quella sociale. E’ un grande e oneroso impegno e ne siamo consapevoli. Negli ultimi anni tra terremoto e covid noi ragazzi ci siamo un po’ persi, abbiamo bisogno di confrontarci tra di noi e far sentire la nostra voce all’interno della comunità. La consulta può essere anche un modo per invogliare i nostri coetanei a rimanere nel territorio, a poter continuare la loro vita qua. Tutti abbiamo voglia di rimanere a Norcia , ma dobbiamo rimboccarci le maniche per creare i presupposti”.

Cosa vi ha spinto ad impegnarvi in prima fila -per un usare un linguaggio da millennial- il ‘mood’ ?

“Il mood che ci ha spinto ad impegnarci così a fondo è molto semplice: negli ultimi anni la frase più ricorrente è stata: ‘a Norcia non c’è niente da fare’ . Da qui è arrivato lo sprone definitivo e riunirci in una Consulta avrebbe potuto aiutarci. Perché aspettare che qualcuno faccia qualcosa per noi e non provare a farlo noi? Ci siamo resi conto che era arrivato il momento di scendere in campo, che non bastava più aspettare che qualcuno facesse qualcosa, perché poi puntualmente segue la frase ‘io avrei fatto diversamente’. Così tra un aperitivo e l’altro abbiamo creato lo statuto, il primo gruppo, le iscrizioni in un grande lavoro di squadra sin dalle prime battute, con entusiasmo e voglia di fare”. 

Si dice che l’Italia “non sia un paese per giovani”, chissà che con il tempo non si riesca ad invertire la rotta. Buon lavoro a questi numerosi ragazzi, che in un certo qual modo si affacciano alla vita pubblica mettendosi in gioco, dedicando parte del loro tempo alla Comunità.

Paolo Millefiorini

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