Ricostruzione post sisma, Norcia fuori dal ‘primo cratere’
In vigore le disposizioni del nuovo Decreto-legge n. 144 riguardante i territori colpiti dal terremoto nel 2016. In consiglio comunale manca il confronto: l’opposizione presenta un’interrogazione urgente
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato firmato dai gruppi consiliari “Rispetto per Norcia” e “Ricostruiamo Norcia” riguardante il nuovo Decreto-legge n. 144 del 7 agosto 2026 sul tema della ricostruzione:
“Il nuovo Decreto-legge n. 144 del 7 agosto 2026 contiene disposizioni di grande rilievo per i territori colpiti dal sisma del 2016. Gli articoli 18-22 intervengono sulle risorse per la ricostruzione, sulle misure fiscali e organizzative, sul personale e sulle strutture emergenziali, proprio mentre si avvicina la cessazione dello stato di emergenza nazionale, prevista per il 31 dicembre 2026. Eppure, nelle comunicazioni del Consiglio comunale di ieri, il sindaco non ha dedicato una sola parola a questo provvedimento. ‘È francamente incomprensibile – dichiarano Giuseppina Perla, Francesco Filippi e Nicolas Maria Novelli – che un’Amministrazione chiamata a governare uno dei territori più colpiti dal terremoto non senta l’esigenza di riferire al consiglio e alla città sulle novità introdotte da un decreto che può incidere direttamente sul futuro della ricostruzione. Evidentemente non ne conosceva il contenuto’.
Tra le disposizioni più significative vi è la nuova individuazione del cosiddetto ‘primo cratere’, limitato ad Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, cui vengono riconosciute specifiche misure finanziarie, fiscali e organizzative. ‘È evidente che ogni territorio abbia esigenze specifiche, in particolare i tre comuni sopra citati – sottolineano i tre consiglieri – ma Norcia non può accettare passivamente che si determinino differenze di trattamento senza una preventiva e puntuale valutazione dei danni, dei fabbisogni e dello stato effettivo della ricostruzione. Norcia ha ancora davanti a sé un percorso importante e non può permettersi di perdere risorse, strumenti o attenzione istituzionale’. Il decreto prevede inoltre il trasferimento gratuito ai Comuni delle strutture emergenziali, con i relativi oneri di accatastamento e con la possibilità, in futuro, di mantenerle, riutilizzarle oppure rimuoverle.
‘Non è una questione marginale – affermano Perla, Filippi e Novelli – perché significa assumere responsabilità patrimoniali, urbanistiche e finanziarie che potranno gravare sul Comune per molti anni. Occorre sapere quali strutture potranno essere utilmente riutilizzate e quali costi comporterà la loro gestione o eventuale rimozione. Su questo il consiglio comunale dovrebbe essere chiamato a discutere e decidere, non a prendere atto delle cose a posteriori’. C’è poi il tema decisivo delle risorse per il completamento della ricostruzione. “Prima di qualsiasi rimodulazione – spiegano i consiglieri – occorre avere una ricognizione seria, aggiornata e completa dei fabbisogni residui (per definire i quali gli strumenti ci sono già da molti anni), non soltanto per gli edifici pubblici e privati ma anche per urbanizzazioni, pavimentazioni, sottoservizi, arredi urbani e spazi pubblici. La ricostruzione non può essere considerata conclusa quando saranno ricostruiti gli edifici: bisogna restituire alla città la sua piena funzionalità urbana”.
Per queste ragioni i tre consiglieri hanno presentato una interrogazione urgente al sindaco, chiedendo di sapere:
– se l’Amministrazione fosse stata informata preventivamente dei contenuti del decreto;
– quali iniziative abbia assunto presso Governo, Commissario straordinario e Regione per rappresentare le esigenze di Norcia;
– se sia stata effettuata una ricognizione completa dei fabbisogni residui della ricostruzione;
– quali siano le valutazioni dell’Amministrazione sulle strutture emergenziali che saranno trasferite al Comune;
– quali iniziative intenda assumere per garantire a Norcia adeguate risorse e pari trattamento rispetto agli altri territori colpiti dal sisma.
‘La cosa più preoccupante – concludono Perla, Filippi e Novelli – è che, nel corso del consiglio, il sindaco abbia dichiarato di essere venuto a conoscenza dei contenuti del Decreto addirittura ‘per voci di corridoio’. Se fosse davvero così, sarebbe un fatto gravissimo. Se invece l’Amministrazione ne fosse stata informata, è ancora più difficile comprendere perché non abbia ritenuto necessario informare il consiglio e la città. Poiché il sindaco ha tentato di rispondere come sempre in modo approssimativo, rivelando una sua evidente, quanto marcata, scarsa conoscenza del testo di legge e delle relative implicazioni, abbiamo chiesto una riunione urgente della commissione o della conferenza dei capigruppo. Il 31 dicembre lo stato di emergenza finirà. La ricostruzione, invece, a Norcia è ancora una partita aperta. Non è il momento delle distrazioni né delle risposte evasive: è il momento di conoscere i numeri, difendere gli interessi della città e pretendere che nessuna risorsa venga persa”.






