“La Cantatrice Calva” irrompe con piacevole assurdità al Caio Melisso
L’anti-commedia di Ionesco, inserita nell’80esima stagione lirica dello Sperimentale ‘Belli’, trascina il pubblico nel teatro dell’assurdo
di Pietro Massimi
Il regista Pier Luigi Pizzi e il direttore d’orchestra Marco Angius guidano i giovani artisti del Lirico Sperimentale “Adriano Belli” di Spoleto nella messa in scena de “La Cantatrice Calva” sul palco del teatro Caio Melisso Carla Fendi.
L’opera (l’ultima composizione del celebre Luciano Chailly, su libretto di Eugène Ionesco) è una sorta di “anti-commedia” che si consuma interamente nel salotto degli Smith: una famiglia borghese di “vicino Londra”. Scandita dagli scostanti rintocchi di un orologio senza lancette, la coppia si perde in una serie di dialoghi insensati, composti di frasi sconnesse che non portano a nulla tra loro e i Martin, coniugi loro ospiti per cena. Al caos di questa vicenda fra l’assurdo e il ridicolo si uniscono anche la cameriera Mary e l’innominato capitano dei pompieri. Tutti i personaggi vestono bizzarri costumi che si mimetizzano nei colori della scenografia, come ad evidenziare la vacuità esistenziale di cui l’opera è critica.
L’orchestra è anch’essa volutamente isolata nell’insieme, gli strumenti agiscono quasi sempre come solisti o in piccoli gruppi dedicati alle tre coppie di personaggi in scena, scandendone i dialoghi e in alcuni casi praticamente unendosi ad essi in pungente disaccordo. I membri dell’ensemble si incontrano soltanto durante il caos del finale, ricondotto dalla regia all’incipit, ripiegando l’assurda quotidianità dei borghesucci su sé stessa. Le repliche si svolgeranno al teatro Caio Melisso Carla Fendi oggi (5 settembre) alle 18 e domenica alle 17.






