Un video, un libro e una mostra per raccontare la rinascita di Norcia
Folta partecipazione all’incontro svoltosi al DigiPass per fare il punto sulle sfide per il futuro e le prospettive di sviluppo del territorio
Rinascita, sfide per il futuro e prospettive di sviluppo: sono questi i temi al centro dell’incontro che si è tenuto al Digipass di Norcia nell’ambito delle iniziative per il decennale del sisma del 30 ottobre 2016. Ad aprire e coordinare l’iniziativa è stato Gianluca Fagotti, direttore regionale Governo del territorio e coordinatore dell’Ufficio speciale ricostruzione. L’incontro ha preso il via con la proiezione del video “La forza delle radici”, realizzato da Promovideo, che ha raccontato le forti emozioni e la straordinaria capacità di ripresa della comunità seguite ai momenti più drammatici dell’emergenza sismica.
La parola è poi passata ai rappresentanti istituzionali. Il commissario straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, ha sottolineato l’importanza del gioco di squadra nell’affrontare la sfida della ricostruzione: “I nursini il loro dovere lo hanno sempre fatto, noi stiamo facendo il nostro”, ha affermato, annunciando che domani il Santo Padre accoglierà tutta la comunità nursina e ribadendo l’impegno delle istituzioni affinché “vivere in questi luoghi meravigliosi sia considerato un privilegio e non un disagio”. A richiamare l’importanza del lavoro di squadra è stato anche il prefetto di Perugia, Paolo Canaparo, che ha ricordato come tutta la comunità, le forze dell’ordine e gli enti abbiano fatto la loro parte. Canaparo ha espresso grande orgoglio per una comunità che ha saputo rialzarsi e lo fa ancora oggi, invitando a non dissolvere la preziosa rete di legami e il forte senso di appartenenza, fondamentali per vincere il timore dello spopolamento.
Il sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera, ha definito quella di oggi una giornata emozionante per i nursini: “Tornare a quel giorno è un pensiero forte che non dimenticheremo mai”, ha dichiarato. Boccanera ha ringraziato le forze dell’ordine, il cui intervento nei giorni successivi al sisma è stato fondamentale “perché non perdessimo il senso della vita in quei giorni bui”. “Il terremoto è stato forte ma non ha cancellato la nostra identità e la nostra forza”, ha aggiunto il sindaco, ricordando come la ricostruzione, all’inizio difficile, sia ormai pienamente attiva, come dimostra il palazzo comunale, ora sicuro grazie all’isolamento sismico. Ha infine evidenziato importanti segnali di rilancio: l’intitolazione a San Benedetto di una sala del Parlamento di Strasburgo, la candidatura a capitale europea della cultura e le aziende locali che stanno incrementando la loro produzione.
A seguire, sempre sotto il coordinamento di Fagotti, è stato presentato il volume “La terra, la comunità, la rinascita. Umbria 2016-2026. A dieci anni dal terremoto”, che ha visto gli interventi dei tre curatori dell’opera: lo stesso Fagotti, Alfiero Moretti, dirigente del servizio di Protezione civile dal 2016 al 2018 e direttore regionale Governo del territorio dal 2018 al 2020, e Diego Zurli, direttore regionale Governo del territorio dal 2012 al 2018. L’opera traccia il bilancio di un decennio di instancabile lavoro e di speranza, seguito alle devastanti scosse che colpirono il Centro Italia, ma va oltre la semplice rendicontazione dell’impiego delle risorse pubbliche e dell’avanzamento dei cantieri per offrire una lettura profonda del cosiddetto “modello Umbria”: un’esperienza virtuosa di gestione del rischio sismico e di cultura della prevenzione che ha le sue radici negli interventi post-sisma del 1979 e del 1997. Attraverso quattro sezioni tematiche – dedicate all’evoluzione delle tecniche di tutela dell’edilizia storica, alla gestione dell’emergenza, alle complesse sfide della ricostruzione e alle future prospettive di sviluppo – la pubblicazione dimostra come il superamento del trauma non si sia fermato al mero ripristino architettonico del “com’era, dov’era”. Al contrario, si è trasformato in un formidabile volano di rigenerazione economica, sociale e culturale per l’intera dorsale appenninica, ponendo la sicurezza delle future generazioni, l’innovazione amministrativa e la solidarietà comunitaria al centro di una nuova visione del territorio.
Le conclusioni di questa prima parte della mattinata sono state affidate a Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria. Nel suo intervento, la presidente ha voluto rivolgere un sentito e corale ringraziamento a tutti i soggetti protagonisti della gestione dell’emergenza e della ricostruzione: dal commissario Castelli e il suo predecessore Giovanni Legnini, alle ex presidenti regionali Catiuscia Marini e Donatella Tesei, fino ai sindaci del cratere, alle forze dell’ordine, ai Vigili del Fuoco, alla Protezione civile, ai tecnici dell’Ufficio speciale ricostruzione, al mondo del volontariato e alle comunità religiose. Dopo aver ricordato con commozione la dedizione delle forze in campo nei giorni più duri, Proietti ha ribadito l’impegno dell’amministrazione nel sostenere la rinascita dell’intera dorsale appenninica. La presidente ha poi sottolineato che “la Regione non si limiterà a ricostruire garantendo il massimo livello della scienza, della tecnica e della prevenzione per la sicurezza degli edifici, ma lavorerà parallelamente per rigenerare il tessuto socio-economico. L’obiettivo fondamentale – ha spiegato – è fornire alle comunità la capacità e la voglia di restare attraverso il potenziamento dei servizi essenziali, dalla sanità ai trasporti, fino al rilancio turistico, per invertire la tendenza allo spopolamento e trasformare questi territori in veri e propri ‘luoghi dove si vuole andare a vivere'”.
L’evento si è concluso con l’anteprima della mostra “Oro e terra – Il rinascimento della Valnerina”, promossa dal Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale, direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio e direzione generale Archivi del ministero della Cultura, e organizzata dalla soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio dell’Umbria e dalla soprintendenza Archivistica e bibliografica dell’Umbria, in collaborazione con l’associazione VirArt Odv. A offrire una panoramica dell’esposizione, ripercorrendo il meticoloso lavoro di recupero, messa in sicurezza e restauro del patrimonio artistico e documentario salvato dalle macerie, sono stati la soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio dell’Umbria, Francesca Valentini, la soprintendente Archivistica e bibliografica dell’Umbria Caterina Fontanabella, il ricercatore di Storia dell’arte moderna dell’Università di Camerino, Alessandro Delpriori, e Agnese Mancini, presidente di VirArt Odv. È stata proprio la soprintendente Valentini a sintetizzare il senso dell’esposizione, sottolineando che l’oro è rappresentato dalle opere d’arte, mentre “la terra è quella che a volte si rivela ostile, ma in cui è giusto restare o tornare”.






