Beppe Fiorello interpreta magistralmente Daniele Canonico in “Educazione sentimentale”

Beppe Fiorello interpreta magistralmente Daniele Canonico in “Educazione sentimentale”

Lunghissimi minuti di applausi all’Auditorium della Stella per lo spettacolo diretto da Ivan Cotroneo, svoltosi nell’ambito del 69esimo Festival dei Due Mondi

di Lucia Cappuccino

“Educazione sentimentale” per la regia di Ivan Cotroneo, è uno spettacolo che inizia con leggerezza. Daniele Canonico è un uomo del sud che racconta la sua storia e il suo ingresso nel “mondo dei maschi” e tutta la platea dell’Auditorium della stella lo ha assecondato, ci ha giocato, le battute partivano e le risate arrivavano puntuali e spontanee. Il pubblico del Festival dei Due Mondi si è lasciato sedurre senza resistenza. Ma il teatro, si sa, è una trappola elegante. Fiorello tiene in piedi quasi due ore di spettacolo da solo, su una scena volutamente scarna e minimalista, dove tira fuori oggetti da scatole celesti e ogni elemento estratto è un brandello di memoria, un documento di vita vissuta. 

È impossibile non parlare delle sue mani salde e forti, che per quasi tutto lo spettacolo non hanno avuto dubbi, come chi è stato educato a non averne. Perché Daniele è un uomo cresciuto nell’idea che la forza fosse una virtù assoluta, e la sua educazione chiama continuamente il maschio a dimostrarsi tale. Una corazza lucida costruita mattone su mattone fin dall’infanzia. Al dito di Daniele brilla una fede. Non è un ornamento: è un’ancora. In quel cerchio d’oro che scintilla alle luci di scena sembrano custodite tutte le sue vere emozioni. La prima lacrima scende sulla sua guancia quasi di nascosto, trova le nostre e le porta giù in un silenzio assordante. Un secondo dopo lo scroscio, gli applausi che tagliano il silenzio come una lama, un’irruzione di vita dopo quella momentanea “morte” di tutti i nostri sensi. Nel 2026 sembra quasi assurdo che si debbano ancora scrivere e portare in scena testi del genere e invece, purtroppo, casi di cronaca attuale, ci fanno capire che c’è ancora bisogno di una adeguata e corretta “Educazione sentimentale”.

Norcia Online

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