Bocciati i progetti di piazza Garibaldi
Il centro ‘Controcorrente’ contrario al bosco urbano previsto nella zona. Dubbi anche sul futuro dell’ospedale e della Tre Valli
Il Centro di cultura e politica “Controcorrente”, in questi giorni, ha riunito nuovamente il proprio gruppo di lavoro “Problemi locali”, prendendo in esame le principali questioni di politica amministrativa del territorio spoletino. Al riguardo l’associazione ha espresso “viva preoccupazione” per lo s”collamento del ceto politico locale dalla realtà istituzionale, economica e sociale che rischia una deriva molto seria, non certo compensata dai benefici di un’attrattività turistica che per risorse oggettive si mantiene sostenuta”.
Il sindaco Andrea Sisti e l’Amministrazione, in tal senso, vengono visti “apparentemente avulsi dai nodi di fondo del territorio, incapaci di incidervi e di porsi come interlocutori autorevoli del Governo, della Regione e degli altri Comuni, costituiscono ormai di per se stessi il primo problema, sul quale, anche fuori da preconcetti di partito, è urgente interrogarsi. Nessuna iniziativa per tentare l’avvicinamento al comprensorio di nuove intraprese industriali di qualsiasi consistenza. Destrutturazione di aree urbane che, sommandosi ai fattori generali, accelerano la desertificazione: basti citare la letterale cancellazione di Piazza della Vittoria, con la banalizzazione della storica Porta Leonina e il grottesco slalom d’ingresso alla città, cui l’Amministrazione annuncia di voler aggiungere la inibizione veicolare di Piazza Garibaldi per riservarla a improbabili boschi urbani e pedoni che frattanto sono stati ridotti a rari e immotivati passanti”.
Dubbi e “gravi domande” sorgono anche sul “problema dei problemi: la tutela dell’Ospedale, che la Giunta Regionale, dopo aver stracciato l’impegno elettorale di ripristinarne subito area materno-infantile e tutti i Reparti DEA, si sta invece preparando ad espellere dalla rete dell’Emergenza-Urgenza, dopo averlo cancellato dalla rete oncologica. Ciò, proprio mentre a Spoleto il facente funzioni che regge la Chirurgia sarebbe in grado di assicurare chirurgia urgente, programmata e oncologica per almeno tre comprensori se solo gli si affiancassero collaboratori e posti letto incrementati. Sindaco e Giunta tacciono – e c’è da chiedersi il perché – in assurda complicità, non capendo che senza Ospedale di nascita e cure DEA si amministra non una città, ma un borgo periferico. Né hanno cercato solidarietà mobilitante dei Comuni vicini”.
Esternate “perplessità” pure in merito alla “decisiva battaglia del completamento della Tre Valli fino ad Acquasparta: nessun coinvolgimento dei territori confinanti che pure sono assai interessati. Di fronte a queste latitanze, ci si aspetterebbe peraltro un’opposizione di forte alternativa mentre giungono solo inquietanti segnali di adesione al Terzo Polo ospedaliero che notoriamente relega Spoleto a day o week hospital per modeste prestazioni, o irrazionali proposte di far transitare a periferia della già sofferente Terni una Spoleto che deve tentare piuttosto di recuperare una propria centralità direzionale”.
Il Centro “Controcorrente”, di conseguenza, “sente di fare appello al libero e molteplice associazionismo dei comprensori Spoletino e Valnerina perché a questo punto si lavori per alternative coraggiose e responsabili, che sottraggano il futuro delle nostre comunità alla miopia di manovre da politica paesana e ricollochino Spoleto al livello che spetta ad una delle principali città comprensoriali dell’Umbria”.






