“Faremo diventare Fior di Cacio una manifestazione nazionale”
La Camera di Commercio dell’Umbria e Slow Food insieme per potenziare la manifestazione di Vallo di Nera. L’annuncio a Torino
A Vallo di Nera “Fior di Cacio” è arrivata quest’anno alla ventiduesima edizione. Ora la manifestazione dedicata alla cultura pastorale e casearia della Valnerina prepara un salto di scala: la Camera di Commercio dell’Umbria e Slow Food stanno lavorando perché l’appuntamento assuma una dimensione nazionale. A dare l’annuncio è stato Federico Sisti, segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria, intervenendo a Torino a Terra Madre Salone del Gusto 2026, la manifestazione internazionale organizzata da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte e in programma dal 24 al 27 settembre nel centro della città.
La Camera è presente nello spazio umbro dedicato alle produzioni regionali, dove i formaggi hanno un ruolo significativo. È una vetrina che mette insieme promozione e lavoro di filiera: non soltanto raccontare prodotti e territori, ma costruire occasioni nelle quali produttori, associazioni e istituzioni possano confrontarsi con un pubblico più largo. È dentro questa cornice che Fior di Cacio, nata e cresciuta a Vallo di Nera, viene indicata come uno dei progetti sui quali concentrare il lavoro. Il borgo della Valnerina, riconosciuto dall’Onaf (Organizzazione nazionale assaggiatori formaggi) come unica “Città del Formaggio” dell’Umbria, ospita una manifestazione che da ventidue edizioni porta in piazza produzioni casearie, cultura pastorale, degustazioni e incontri.
“La Camera di Commercio dell’Umbria, in collaborazione con le altre istituzioni, è fortemente impegnata per il rilancio delle zone montane dell’Umbria, affinché rappresentino un’occasione per vivere e lavorare anche per i giovani. Far diventare Fior di Cacio una manifestazione nazionale è all’interno di questo progetto di rilancio e rivitalizzazione, tanto più necessario dopo il colpo del terremoto del 2016 in Valnerina”, ha detto Sisti. La prospettiva era già emersa durante la presentazione dell’edizione 2026 di Fior di Cacio: rafforzare la manifestazione fino a farne, negli anni pari, un appuntamento nazionale capace di trovare uno spazio riconoscibile nel calendario delle grandi manifestazioni casearie, in particolare negli anni in cui non si tiene Cheese di Bra. A Torino quel progetto compie un altro passo attraverso il lavoro comune tra Camera di Commercio dell’Umbria e Slow Food.
Per la Valnerina il tema va oltre il calendario degli eventi. Dopo il terremoto del 2016, la tenuta economica e demografica delle aree montane passa anche dalla capacità di mantenere attività produttive, servizi e occasioni di lavoro. La filiera lattiero-casearia, con il suo rapporto diretto con allevamento, pascoli, trasformazione e turismo, è una componente di questa economia. Anche la presenza umbra a Terra Madre insiste su questo legame. L’edizione 2026 del Salone mette al centro la biodiversità e coincide con i quarant’anni di Slow Food Italia. Nello spazio regionale i formaggi umbri vengono presentati come parte di una filiera che comprende aziende agricole, allevatori, trasformatori e territori rurali.
Il progetto nazionale di Fior di Cacio si incrocia con un’altra iniziativa della Camera. Dal 24 settembre sono aperte le iscrizioni alla quinta edizione della rassegna “L’Umbria dei Formaggi”, organizzata dalla Camera di Commercio dell’Umbria attraverso la propria azienda speciale Promocamera, insieme a Coldiretti Umbria, Confagricoltura Umbria e Cia Umbria, con il sostegno della Regione Umbria, il supporto tecnico dell’Onaf e, da quest’anno, la collaborazione strutturata di Slow Food Umbria. Nel 2025 erano stati valutati 45 formaggi e premiate 14 aziende. Per l’edizione 2026 la partecipazione è gratuita e riservata a imprese agricole, cooperative e artigiani con sede operativa in Umbria. Sono ammessi pecorini, caprini e formaggi misti prodotti in regione con latte proveniente da allevamenti umbri.
Accanto al Premio Qualità e al Premio Eccellenza debutta la Menzione Slow Food, destinata al formaggio a latte crudo che otterrà il punteggio più alto. I campioni saranno sottoposti ad assaggio anonimo e ogni impresa potrà chiedere la profilazione tecnica dei propri prodotti. Il regolamento richiama inoltre la raccolta di dati utile alla costruzione di un futuro disciplinare di tutela delle produzioni locali. Il collegamento con Fior di Cacio è già scritto nel percorso promozionale della rassegna: le aziende e i formaggi ammessi potranno essere valorizzati negli appuntamenti regionali e nazionali, con Vallo di Nera indicata come una delle vetrine privilegiate. Le domande per “L’Umbria dei Formaggi” possono essere presentate fino al 15 ottobre 2026. Regolamento e modulistica sono disponibili attraverso Promocamera Umbria.






