Il canto delle Pasquarelle: le tradizioni che uniscono

Il canto delle Pasquarelle: le tradizioni che uniscono

A Norcia la notte della Befana con i ‘Casalini’ fino a notte fonda

La notte delle Pasquarelle o ‘Pasquette’ si è appena conclusa, ma le note di organetti, fisarmoniche e ‘caccavelle’ ancora risuonano nell’ aria in tutta la Valnerina. Una simbologia religiosa forte, con la quale i credenti si espongono con fede alla rievocazione, attraverso un canto carico di misticità e passione, seppur nel suo carattere tipicamente popolare e narrativo. Dal punto di vista dei testi, essi non hanno un valore poetico importante, essendo stati scritti, per lo più, da poeti improvvisati o, cosiddetti, “a braccio.

(Audio live della Pasquarella, notte del 5 gennaio 2026)

La Pasquarella si svolge nella notte che porta all’ Epifania, tra il 5 e 6 gennaio, che a volte come quest’anno inizia anche il 4, ed è occasione in cui si canta e si annuncia la Pasqua. Una tradizione rurale, di buon augurio, portata avanti da più gruppi di persone, e a Norcia in particolare quello più numeroso è composto dai ‘Casalini’ , nome tratto dagli abitanti dei casali, appunto, che circondano il territorio. Un gruppo che da oltre 60 anni porta avanti questa tradizione, che non si è mai fermato ne’ con il sisma, periodo in cui tanta era la voglia di stare insieme andare avanti con fiducia, ne’ in tempo di pandemia, seppur con le dovute accortezze. Figuriamo se la pioggia di questi giorni poteva ‘spaventarli’, tanta è la voglia di portare allegria e mantenere vivo il caldo fuoco della tradizione. 

I Pasquarellari cantano di casa in casa, oltre 150 le abitazioni toccate, partendo alle 14,30 del pomeriggio fino a notte inoltrata. I Casalini sono un gruppo di circa 15 persone che si rinnova di anno in anno, introducendo sempre nuove leve, anche piccoli, che approcciando alle prime note della fisarmonica, seguono genitori, nonni e zii in questa serata, ovviamente non fino a tardi. 

Alla fine, tutti i canti finiscono con l’augurio di Pace, di cui sempre, ma soprattutto in questi tempi, c’è particolarmente bisogno! La speranza di un mondo migliore però passa anche da queste tradizioni da mantenere vive.

Paolo Millefiorini

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