Il Palazzo Comunale riaperto
Simbolo di ricostruzione sicura e all’avanguardia
Oggi, domenica 19 aprile, ha spalancato le sue porte il palazzo municipale di Norcia dopo gli interventi di restauro post sisma 2026 e sarà uno dei pochi edifici al mondo di epoca medievale, che rappresenterà un modello di sicurezza sismica.
L’ inaugurazione che si è svolta in un’ assolata piazza San Benedetto in cui hanno partecipato tra gli altri, il commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli, la Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il Sottosegretario al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco, il sindaco di Norcia Giuliano Boccanera e l’Arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo.
Presenti anche, tra gli altri, molti sindaci del territorio e delle regioni limitrofe accomunati dalla ricostruzione post sisma, consiglieri regionali, il Presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti e rappresentanti delle forze dell’ordine.
Presente anche una rappresentanza dei Monaci, guidata dall’ Abate dell’ Abbazia di San Benedetto in Monte Dom Benedetto Nivakoff.
Ad aprire la mattinata i rintocchi della campana della Torre Civica , che torna a suonare, e l’esecuzione del Canto degli Italiani eseguito dal Complesso Bandistico Città di Norcia. A sollennizzare l’evento anche la presenza di una rappresentanza del Corteo Storico di Norcia, con le figure dei Consoli, Abbondanzieri, Notaro e Guaite, schierate lungo la scalinata d’ingresso.
Il Palazzo Municipale, oggetto di più ricostruzioni a seguito della sismicità del territorio nei secoli, è risultato compromesso sin dal primo evento del 24 agosto 2016 e poi definitivamente reso inagibile con la scossa del 30 ottobre, rimanendo in piedi ma visibilmente danneggiato, come la Torre Civica.
L’ 8 dicembre 2020, il primo intervento concluso di restauro ha interessato proprio questa porzione del palazzo, grazie all’ intervento mediante Art Bonus di Brunello Cucinelli, che ha contribuito a restituire alla città parte del suo noto skyline, quali il campanile e la scalinata che porta alla Sala del Consiglio del Maggiore.
“L’inaugurazione del Palazzo Comunale di Norcia rappresenta un momento di grande significato che va oltre al ritorno della sua piena funzionalità ma anche come luogo identitario, un luogo più sicuro e più moderno, senza però perdere la sua storia e la sua bellezza” ha detto il Sindaco. “Oggi ci riappropriamo della nostra casa e con essa di un importante simbolo per un territorio che non ha mai smesso di credere nel proprio futuro” prosegue Boccanera che ha poi ringraziato tutti coloro che si sono adoperati nella ricostruzione dalla struttura commissariale alla Regione e il “precedente sindaco Alemanno, che si è speso per ottenere gli isolatori simici”, vera e propria caratteristica di questa ricostruzione.
Ringraziamenti particolare poi, tra i tanti, al RUP del progetto (responsabile unoco del procedimento) Livio Angeletti, nonchè responasbile dell’Ufficio Lavori Pubblici del Comune di Norcia e i suoi collaboratori; alla restauratrice nursina, la sempre attenta Manuela D’Abbraccio e alle ditta SEPE s.r.l. , Cogeba e Coobec. Un pensiero speciale è stato rivolto alla famiglia Sepe, presente oggi a Norcia, nel ricordo di Giuseppe che per oltre 8 anni è stato figura fondamentale dell’ impresa e punto di riferimento nella ricostruzione del palazzo municipale, venuto premautramente a mancare pochi mesi fa.
Il complesso monumentale risale al XIII secolo ed è stato oggetto di un avanzato intervento di isolamento sismico alla base, tecnologia che consente di ‘separare’ l’edificio dal terreno, riducendo drasticamente le sollecitazioni trasmesse durante un terremoto fino a 8-10 accelerazioni sismiche, con l’apporto di 67 dispositivi .
Questi sono stati collocati a seguito di un ‘taglio’ letterale delle fondazioni esistenti, realizzando un nuovo sistema fondale. Tale sistema inoltre permette all’edificio di assorbire spostamenti fino a 41 centimetri, assicurando al contempo la conservazione degli elementi architettonici e decorativi di cui l’edificio è ricco.
L’ intervento del valore di oltre 7 milioni di euro (e 370 mila euro, per l’esattezza) è valso all’edificio il premio internazionale nell’ambito dei Global Design and Innovation Awards 2025, rappresentando una ‘best practice’ e caso di riferimento per la tutela del patrimonio storico in aree ad alta sismicità e un modello replicabile a livello nazionale e internazionale.
“Norcia continua a essere un simbolo potente della rinascita dell’Umbria e dell’Appennino centrale. Ogni opera che si compie in questi territori restituisce servizi, fiducia e prospettiva” ha detto la Presidente Proietti.
“Oggi viviamo un momento di grande valore istituzionale e civile in cui torna a vivere un luogo che rappresenta identità, memoria e appartenenza, nel cuore di una comunità che in questi anni ha saputo affrontare la prova del sisma con forza, dignità e visione. Questo risultato – continua – conferma che la ricostruzione è efficace quando unisce competenza, responsabilità e capacità di innovare, proteggendo il nostro patrimonio culturale, con tecnologie avanzate, renderlo più sicuro e consegnarlo alle future generazioni in condizioni migliori”.
Un momento di commozione a tal proposito quando la stessa Proietti si rivolge ad un bambino di 10 anni, proprio il tempo trascorso dal sisma 2016, dedicando simbolicamente a loro questa ricostruzione. Ringrazia poi il Commissario Castelli con il quale è condiviso il lavoro in sinergia, perchè “la ricostruzione proceda con concretezza e qualità, restituendo piena vitalità ai luoghi simbolo delle nostre comunità” ha concluso.
“Uno degli interventi più rilevanti di questa ricostruzione” lo ha definito il Commissario Straordinario Guido Castelli . “Restituire alla comunità di Norcia questo luogo significa molto più che completare un’opera pubblica: vuol dire dimostrare che è possibile coniugare tutela della storia e innovazione tecnologica. Si tratta di una delle opere che meglio rappresentano quel modello di ricostruzione e riparazione economico e sociale – prosegue – fondato su innovazione e sostenibilità, che ha dato vita al laboratorio ‘Appennino centrale’. Norcia diventa così un punto di riferimento internazionale per la ricostruzione, capace di indicare una strada concreta per proteggere il nostro patrimonio e garantire futuro alle comunità. È un cambio di paradigma poiché non si tratta più solo di rafforzare le strutture, ma di ridurre drasticamente l’impatto del terremoto sugli edifici” ha concluso Castelli.
“Oggi celebriamo qualcosa di più della riapertura di un edificio dal valore simbolico, per un popolo che non ha smarrito ne’ la speranza ne’ il coraggio della sua storia, millenaria e laboriosa” ha detto l’Arcivescovo di Spoleto-Norcia.
“Questo luogo rappresenta il cuore pulsante della società civile, in cui pensano e realizzano le scelte per il bene comune, nella condivisione del dialogo, del servizio e della responsabilità verso il prossimo, preservando i valori giustizia e trasparenza” ha concluso il Presule
Il Sottosegretario Prisco ha infine portato il saluto del Governo, evidenziando come “il Comune rappresenta il principale punto di riferimento istituzionale e il primo presidio dello Stato sul territorio, l’interfaccia più diretta con i cittadini: per questo la sua riapertura è qualcosa di più della restituzione di un’opera pubblica o di un monumento, ma il segno tangibile di un ritorno alla normalità sempre più vicino. Norcia dimostra – prosegue – che quando c’è una filiera istituzionale coesa si possono dare risposte rapide ed efficaci ai cittadini. Questo è il modello che vogliamo continuare a rafforzare per garantire futuro e crescita ai territori dell’Appennino e dell’Italia, anche nel segno della sicurezza” ha detto.
Al termine degli interventi l’Arcivescovo ha benedetto il palazzo e i numerosi presenti hanno poi potuto vedere i locali ristrutturati, tra cui la Sala del Consiglio, tappezzata in ogni lato da arazzi riportati all’antico splendore: una visione inedita anche per molti nursini, così come la cappellina dietro la stessa Sala.
Si ricompone dunque con un altro tassello il mosaico che definisce l ‘iconica cartolina’ della Piazza di Norcia: il palazzo comunale, la Basilica e il monumento di San Benedetto . Da oggi, soprattutto per i nursini ma anche per quanti lo vorranno, sarà bellissimo tornare a sedersi “sulle scale del Comune”.






















