Impianti eolici in Valnerina, il Comitato Patrimonio pronto a coinvolgere Fiorello
Il noto conduttore, di recente, ha espresso preoccupazione in merito agli effetti che strutture del genere avrebbero sul territorio
Mercoledì 13 maggio, il noto presentatore Rosario Fiorello, durante la trasmissione “La Pennicanza”, ha lanciato un appello per la tutela del paesaggio umbro in relazione al progetto eolico “Phobos”, previsto tra Orvieto e Castel Giorgio. Nel corso della puntata è stato affrontato il tema dell’impatto paesaggistico del progetto, che prevederebbe l’installazione di sette pale eoliche alte oltre 200 metri. “Fiorello – fa notare il Comitato Patrimonio Valnerina – ha espresso forti preoccupazioni sull’effetto che tali strutture potrebbero avere su un territorio caratterizzato da paesaggi rurali storici e da una forte vocazione turistica. Ha inoltre fatto riferimento alla possibilità che l’autorizzazione si sia formata tramite il meccanismo del silenzio-assenso da parte degli enti competenti”.
Il presentatore ha quindi invitato la Regione Umbria e la presidente Stefania Proietti “a valutare eventuali strumenti amministrativi previsti dalla normativa, tra cui l’eventuale annullamento in autotutela, sottolineando al tempo stesso il proprio sostegno alle energie rinnovabili purché compatibili con la tutela del territorio. Alla luce di queste dichiarazioni, riteniamo opportuno richiamare l’attenzione anche sulla situazione della Valnerina. Secondo quanto riportato da cittadini e comitati locali, sarebbero infatti allo studio ulteriori progetti eolici nell’area compresa tra Monte Bibbico, nei pressi di Ferentillo, e i territori di Sant’Anatolia di Narco, Vallo di Nera e Cerreto di Spoleto. Tali interventi, se realizzati nelle modalità ipotizzate, potrebbero comportare un rilevante impatto paesaggistico e ambientale sulla parte sommitale della valle”.
Analoga preoccupazione riguarda alcuni interventi infrastrutturali previsti lungo la strada starale 685 Tre Valli Umbre, collegati al progetto “Rivita”. Secondo i comitati territoriali, i lavori potrebbero includere modifiche significative del tracciato, opere di sostegno e nuovi cavalcavia tra Castel San Felice e Borgo Cerreto, oltre a un intervento previsto presso Serravalle di Norcia. I promotori delle critiche ritengono che tali opere possano avere conseguenze negative sul paesaggio e sulle attività turistiche e sportive della zona, tra cui il rafting, settore già duramente colpito dagli effetti del sisma del 2016.
“Molti cittadini e associazioni locali chiedono pertanto che la Regione Umbria e i Comuni interessati valutino attentamente l’impatto complessivo degli interventi previsti, prendendo in considerazione ogni possibile soluzione amministrativa e progettuale utile a contemperare sviluppo infrastrutturale, energie rinnovabili, tutela ambientale ed esigenze economiche del territorio. Auspichiamo che la presidente Stefania Proietti e l’assessore alle infrastrutture Francesco De Rebotti possano aprire un confronto con cittadini, imprese e comitati locali, affinché ogni decisione venga assunta nel rispetto della trasparenza, della sostenibilità e della salvaguardia della Valnerina. Il presente comunicato verrà trasmesso anche a Rosario Fiorello e al commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, nella speranza di promuovere un confronto pubblico sul futuro del territorio e sulle prospettive di sviluppo della Valnerina dopo il sisma del 2016”.






