“No” unanime contro gli impianti eolici a Spoleto e in Valnerina
Folta partecipazione al convegno “Energia rinnovabile e consumo del territorio” andato in scena a Villa Redenta
Sala Monterosso di Villa Redenta piena oggi pomeriggio in occasione del convegno “Energia rinnovabile e consumo del territorio”, promosso allo scopo di fornire alla popolazione ogni dettaglio in merito agli impianti eolici industriali previsti a Spoleto e in Valnerina. I progetti, come ha spiegato alla folta platea l’architetto Giacomo Giujusa, “hanno lo stesso soggetto proponente ed entrambi arrivano alla cabina di trasformazione elettrica di Ferentillo. Il primo coinvolge Monte Galenne a Vallo di Nera mentre il secondo Montebibico, nel cuore dei monti Martani. Sono alti 206 metri e dotati, ciascuno, di ben 8 aerogeneratori. Il trasporto dei materiali necessari per costruirli avverrà su strada, stravolgendo la viabilità locale. Saranno poi realizzate delle piattaforme di ancoraggio, che verranno collegate direttamente alle montagne, ed in alcune località si vedranno entrambi i parchi eolici”.
Infrastrutture impattanti che, di fatto, andranno a deturpare il fascino incontaminato delle montagne. “Non siamo contrari alle energie alternative – ha affermato il sindaco di Spoleto Andrea Sisti – ma credo che sia doveroso essere coerenti con il luogo dove si vive. I progetti in questione trasformeranno i paesaggi agricoli in un qualcosa di diverso, urbanizzato, che altererà gli ecosistemi esistenti. L’equilibrio iniziale si perderà”. Quello che sta avvenendo a Spoleto e in Valnerina rientra in un trend nazionale in costante crescita. “Stiamo riscontrando – ha detto il responsabile del servizio per il sistema informativo nazionale ambientale dell’Ispra Michele Munafò – un aumento continuo di superficie artificiale. Nel 2024 si è registrata la perdita di 83,7 km quadrati di suolo naturale, una media di 230 mila metri quadrati al giorno. Infrastrutture, edifici ed altre coperture occupano il 7,17% del territorio italiano. In Europa, per fare un confronto, la media è del 4,4%. Purtroppo stiamo accelerando anziché fermarci per riflettere sui danni che abbiamo fin qui prodotto”.
Dello stesso avviso il naturalista ed ornitologo Mauro Magrini. “Questi progetti causeranno almeno 3 effetti: alterazione o perdita totale degli habitat di specie, la morte dei volatili per collisione contro le pale e l’evitamento, da parte dei volatili, delle aree coinvolte”. L’incontro, a cui ha preso parte anche l’esperta in diritto dell’ambiente Valeria Passeri, è stato promosso da Italia Nostra Spoleto, dai Comitati Patrimonio Valnerina, TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione, Noi amiamo Ferentillo e Umbria Verde, dall’associazione Amici della Terra con il patrocinio dei comuni di Spoleto, Vallo di Nera, Scheggino, Sant’Anatolia di Narco e Ferentillo. “Il nostro intento – ha spiegato Andrea Rosati – è quello di far capire ai residenti quali sono i problemi all’orizzonte e le conseguenti, ed inevitabili, ricadute in vari settori come ad esempio quello del turismo”.






