Norcia, Venerdì Santo tra tradizione e spiritualità

Norcia, Venerdì Santo tra tradizione e spiritualità

Alle 15,30 il Pianto della Madonna di Jacopone da Todi e alle 21,30 la Processione del Cristo Morto

I riti del Venerdì Santo a Norcia coniugano misticismo, spiritualità, cultura e tradizione.

Si inizia alle 15.30, con il gruppo teatrale “APS Gad – Compagnia teatrale Anna e Alberto Ferrari” che come da tradizione ultra decennale rappresentera’ “Il Pianto della Madonna” di Jacopone da Todi in uno spazio all’aperto a Capolaterra, nella piazzetta antistante la Chiesa di Sant’Antonio, in fase di ricostruzione. 

L’interpretazione letteraria racconta in particolare gli ultimi momenti di Cristo in croce e il dialogo con Maria la Madonna, la ‘Donna de Paradiso’, fatto di espressioni, parole e silenzi, tanto austeri quanto solenni che inducono lo spettatore alla meditazione. 

Alle 21,30 poi la Processione del Cristo Morto con partenza dalla piazzetta di Capolaterra, all’interno delle mura urbiche, che coinvolge circa trecento figuranti in costume storico e tante altre persone, tra volontari e forze dell’ordine, per garantirne lo svolgimento in sicurezza e il supporto del Comune. Un importante impegno organizzativo per le maestranze, che inizia almeno tre mesi prima del Venerdì Santo, per il coordinamento dei figuranti e l’allestimento curato nei minimi dettagli per renderlo suggestivo e mistico.

Il percorso come consuetudine si snoderà lungo la cinta muraria nursina reso ancor più suggestivo ed emozionante dalla cadenza ritmica dei tamburi, dello strisciare delle catene e canti laconici; tutto illuminato solo da torce.

La Processione ha accresciuto nel tempo la sua notorietà per i bellissimi quanto particolari “quadri viventi” che raffigurano le stazioni della Via Crucis, allestiti lungo il tragitto: dall’ orto degli ulivi, alla flagellazione, per arrivare alla deposizione di Cristo dalla Croce.

La partecipazione alla Processione del Cristo Morto è da sempre un momento particolarmente sentito dai nursini, intriso di devozione. Le tradizioni come queste vanno mantenute, anche per non far perdere la cultura e la spiritualità che contraddistingue una Comunità.

Paolo Millefiorini

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