Quercia di Nottoria, un simbolo da preservare

Quercia di Nottoria, un simbolo da preservare

Il maestoso albero, alto 22 metri, necessita di cure urgenti. L’appello del Fai Umbria all’Amministrazione comunale: “Agire subito per renderlo un motore di sviluppo sostenibile”.


Necessita di cure urgenti la Quercia di Nottoria, simbolo del territorio nursino e dell’intera Valnerina. Un recente sopralluogo effettuato dal servizio fitosanitario della Regione Umbria, infatti, ha confermato quanto sia fondamentale agire al più presto allo scopo di preservare la vitalità del maestoso albero alto 22 metri, custode di tre secoli di storia e natura.

A fare il punto della situazione è il Fai Umbria, attivatosi su input della presidente dell’associazione a tutela della Quercia Maria Giuseppina D’Acunto. “L’albero non figura ancora nel registro nazionale degli alberi monumentali, nonostante le sue caratteristiche lo rendano un candidato ideale. L’avvio dell’iter di iscrizione – si legge in un comunicato inviato al Corriere dell’Umbria che rilanciamo – spetta alla proprietà, in questo caso al Comune di Norcia, già sollecitato in passato ma mai intervenuto anche a causa delle emergenze legate al sisma del 2016. Oggi, con la ricostruzione in corso, l’auspicio è che l’Amministrazione raccolga il testimone e proceda alla richiesta formale: un gesto simbolico, ma al tempo stesso concreto, di fiducia nel futuro e di ritorno alla normalità”.

Quercia di Nottoria

La Quercia, in tal senso, “potrebbe diventare il fulcro di un più ampio progetto di valorizzazione turistica” anche in virtù del fatto che la frazione di Nottoria possiede “un patrimonio paesaggistico, storico e culturale unico: da numerosi altri alberi antichi, al raro castagneto ancora presente nell’area, testimone di una civiltà contadina ormai scomparsa, alla monumentale ‘Fontaccia’, antica fonte d’acqua di probabile origine romana fino ai sentieri del Parco dei Monti Sibillini”. L’obiettivo è quello di “creare un percorso escursionistico strutturato in più tappe, con la Quercia come punta di partenza” così da promuovere il turismo lento e rafforzare ulteriormente l’immagine del territorio. “La sfida, ora, è avviare un percorso virtuoso di collaborazione tra Istituzioni e realtà locali per trasformare l’albero secolare in un motore di sviluppo sostenibile”.

Filippo Partenzi

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