La Basilica torna ai nursini e a tutta la Comunità.

La Basilica torna ai nursini e a tutta la Comunità.

Scrigno di valori da preservare e rendere concreti. L’Arcivescovo Boccardo: “alla bellezza di un edificio, corrisponda l’edificazione di un popolo”

Venerdì 31 ottobre 2025: da oggi (ieri n.d.r.) Norcia ha di nuovo la sua Chiesa in piazza, con tutte le sue funzioni. I grandi eventi si ricorderanno anche solo con i numeri e questa è una data che segna un altro ‘step’, probabilmente a livello simbolico il più importante, per la ricostruzione post sisma a Norcia e per tutto il cratere del sisma. La Basilica di San Benedetto ha riaperto finalmente le sue porte ai fedeli, e non solo, di tutto il mondo. Finalmente possiamo tornare a dire “ci vediamo sotto le misure”.

Un momento tanto atteso dalla Comunità nursina che in questi anni non ha mai fatto mancare la sua attenzione al riguardo, stimolando molteplici dibattiti tra la popolazione. La Basilica è lì dov’era e com’era, seppur con i necessari adeguamenti di sicurezza del caso perché comunque ha le sue fondamenta in un territorio quanto meno…’delicato’.

La voglia di “esserci” era tanta sia in chiesa ma che fuori, e le numerose presenze, circa un migliaio, ne sono stata testimonianza, così come la voglia di entrare in Basilica al termine della cerimonia, per tornare a calcare quel luogo di cui ogni nursino conserva una sua storia, un aneddoto o anche solo tornare a sedersi sulle scalinate del sagrato a guardare la piazza. Solenne la Cerimonia di dedicazione della Basilica intitolata al Patrono d’Europa, e di Norcia, dopo quasi quattro anni dall’avvio del cantiere della sua ricostruzione. Ad aprire il grande portone che domina il sagrato in Piazza è stato l’Arcivescovo di Spoleto-Norcia S.E. Mons. Renato Boccardo. Concelebranti sono stati sedici vescovi ed abati benedettini delle Abbazie in Italia, tra cui il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo emerito di Perugia-Città della Pieve, e l’Abate Primate della Confederazione Benedettina Jeremias Schröder, insieme ai presbiteri dell’Archidiocesi di Spoleto-Norcia, tra cui ovviamente Don Marco Ruffini, parroco di Norcia e Don Davide Tononi, parroco ‘in solidum’. Presente anche una rappresentanza dell’ Abbazia di San Benedetto in Monte di Norcia, guidata dall’ Abate Dom Benedetto Nivakoff

Un rituale fatto di gesti e riti secolari, per molti inedito, che hanno suscitato una grande emozione per chi è cattolico praticante ma, lo vogliamo credere, anche per chi non lo è, anche grazie all’ animazione liturgica della corale diocesana, insieme al coro “S. Benedetto Città di Norcia”, entrambe diretti per l’occasione da Mauro Presazzi. Per la prima volta è stato eseguito il nuovo inno a San Benedetto composto e musicato da mons. Marco Frisina, presbitero della Diocesi di Roma. Una precisa sequenza di atti compiuti dall’ Arcivescovo, particolarmente toccante l’unzione dell’altare con l’olio crismale poi asciugato dalle monache del monastero benedettino di Norcia, ma anche dalla gente di Norcia. La tovaglia d’altare è stata donata e accuratamente sistema, con visibile emozione, da Marina Mari e Mariarita Eleuteri per poi essere allestito con fiori e candele. Suggestivo anche l’offertorio compiuto dai sei connestabili delle Guaite del Corteo Storico di Norcia, presente con una rappresentanza, dedicato proprio al Santo Patrono d’Europa.

“Siamo stati come ‘in esilio’ per nove anni, e questa sera sentimenti di gioia, soddisfazione e legittimo orgoglio abitano i nostri cuori nell’ammirare la Basilica di San Benedetto restituita al suo originario splendore dopo le gravi ferite provocate dal terremoto del 2016. E il vescovo si fa volentieri interprete della comune ammirazione e gratitudine verso tutti coloro che, in modi e con responsabilità diversi, con impegno d’amore e sapienza architettonica, hanno portato a compimento l’ambiziosa opera della ricostruzione” dice Boccardo nell’ omelia, rivolgendo un pensiero “di solidale vicinanza a quanti ancora attendono di fare ritorno alle proprie case e di ritrovare una vita sicura e serena”.  A rappresentare il Governo il ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida, per il Parlamento Europeo la vice presidente Antonella Sberna. Insieme al Sindaco di Norcia Giuliano Boccanera, il Commissario Straordinario per la ricostruzione Guido Castelli, la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, oltre a diversi parlamentari, consiglieri regionali e sindaci dei Comuni dell’ Archidiocesi di Spoleto-Norcia e di altre città dell’Umbria ad iniziare dal capoluogo Perugia. Presenti anche i Sindaci di Subiaco e Cassino con i rispettivi gonfaloni, comuni uniti con Norcia nel segno di San Benedetto ma anche da amicizia.

“Come credenti siamo ben consapevoli che uno splendido edificio non è però sufficiente per farne la casa di Dio tra le case degli uomini” il monito del Presule. “Solo una comunità che nello scorrere dei giorni viva appassionatamente la ricerca sincera di ciò che è vero, buono e giusto ai suoi occhi potrà avere il Signore vicino. Guai a noi – prosegue – se ci limitassimo ad offrirgli la bellezza di questa chiesa se ad essa non corrispondesse la bellezza di un popolo che si edifica attorno alla Parola e all’Eucaristia, costruisce relazioni fraterne, si impegna per una società più accogliente e misericordiosa verso tutti, ricerca senza stancarsi quella sapienza che distingue il bene dal male, separa ciò che costruisce da ciò che distrugge, ciò che resta da ciò che passa, e si coinvolge in un quotidiano esercizio di amore cristiano. San Benedetto, indicato da Paolo VI quale ‘messaggero di pace, realizzatore di unione, maestro di civiltà’ – continua Boccardo – indica ancora oggi una via sicura: non quella del conflitto sterile, che logora le energie morali e materiali dei popoli, né quella del compromesso debole, che svuota la verità per salvare le apparenze, ma quella di una visione alta, capace di unire cuore e mani, preghiera e lavoro, ragione e fede. E alla nostra assemblea è affidato questa sera il compito di custodire e promuovere la sua eredità spirituale e culturale. Custodire senza proporre è immobilismo; proporre senza custodire è perdita di radici. Solo così il carisma benedettino continuerà ad essere una sorgente di vita. Per la comunità di Norcia, per tutti noi, per l’Europa tutta. A San Benedetto affidiamo il nostro cammino, perché la sua benedizione continui a fecondare la nostra storia e a trasformare il nostro presente in un futuro di speranza”.

Al termine della Celebrazione il messaggio di Papa Leone XIV: “il ripristino dell’importante monumento, di grande valoro storico e artistico, nonché centro pulsante della spiritualità benedettina, rappresenta il segno visibile dell’impegnativo cammino di rinascita religiosa compiuto in questi anni dall’intera comunità diocesana, Sua Santità auspica che il felice evento ravvivi la fede del popolo cristiano” .

Benedetto e Scolastica ritrovano la loro casa fisica, ora sta a noi custodirla e tramandarne soprattutto i valori etici, morali e spirituali di cui siamo eredi.

Paolo Millefiorini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *