Addio al Maestro Sergio Bizzarri

Addio al Maestro Sergio Bizzarri

Il territorio perde uno degli ultimi simboli dell’arte del XX secolo

La città di Spoleto e il territorio piangono uno dei loro ultimi Maestri. Se ne va Sergio Bizzarri, al termine di una lunga vita e di una lunga e appagante carriera, che lo ha visto protagonista di quasi un secolo di evoluzione. Classe 1931, avrebbe compiuto 95 anni il prossimo 4 giugno, ma tutto sembrava tranne che un ultranovantenne: vitale, ricco di progetti fino all’ultimo, in un continuo sfogo della sua innata creatività.
Artista autodidatta, sin dai primi anni si era avvicinato al mondo della pittura, nonostante la vita lo avesse costretto a lavorare sin da quando aveva 13 anni a causa della prematura perdita del padre. Impiegato come apprendista litografo alla Panetto e Petrelli, il giovane Sergio cresce trovando il tempo di curare la pittura e la musica: sarà infatti, appena diciottenne, membro dell’Orchestra del Teatro Lirico Sperimentale.
Dagli anni Cinquanta in poi, tuttavia, abbandona definitivamente la musica per dedicarsi alla pittura: parte così un percorso durato ben 75 anni, fatto di centinaia di esposizioni in tutto il mondo e una continua evoluzione dello stile e del tratto.

Alla nascita del Festival dei Due Mondi, intuendone la portata, dà vita – insieme ad alcuni amici pittori – alle “Gallerie d’Arte nelle Cantine e nei Fondi delle case popolari”.
Negli anni Settanta lascia il lavoro per dedicarsi completamente alla pittura e trasferisce il suo studio a Montebibico, dove dà vita agli apprezzatissimi “Incontri d’Autunno”. Vi resterà fino al 1984, quando torna in città per stabilirsi definitivamente nel suo studio di via del Municipio. Al 1977 risale la nomina a Cavaliere della Repubblica Italiana per i suoi tanti e diversi meriti.

Molto legato anche alla Valnerina, dal 2011 dona alla città di Norcia 39 opere, tuttora esposte in 4 sale messe a disposizione dall’allora sindaco Gian Paolo Stefanelli.
Dall’informale al figurativo, l’evoluzione di Bizzarri si completa nel 2014 quando, ultraottantenne, si lascia ispirare da alcuni piccoli sassi sul bagnasciuga mentre passeggia in riva al mare. Da allora il suo atelier si riempie dei sassi del Tirreno, ripuliti e fatti a loro volta arte nell’arte sposandoli con i suoi colori, i suoi stati d’animo. E’ il ritorno verso l’elemento acqua dal quale tutti noi proveniamo, l’ultimo dono di un’anima d’artista lasciato in eredità a chi vorrà conoscerlo.

Da oggi Spoleto, Norcia e le zone limitrofe si riscoprono molto più povere.

Daniele Ubaldi

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