Audizione del Comitato “Tutela Patrimonio Valnerina” in Regione: “Prospettive disastrose con il progetto lungo la Tre Valli”

Audizione del Comitato “Tutela Patrimonio Valnerina” in Regione: “Prospettive disastrose con il progetto lungo la Tre Valli”

Illustrate le criticità legate ai lavori Anas previsti nell’area: “Impatto socio-economico e ambientale devastante’. I commercianti di Norcia pronti ad un’altra serrata

“La politica deve tenere conto delle disastrose prospettive che si aprirebbero per il territorio della Valnerina con i lavori previsti lungo la Tre Valli Umbre. L’impatto socio economico per il prossimo quinquennio sarebbe devastante come quello ambientale, che andrebbe a condizionare anche ecosistemi idraulici a partire dal fiume Nera. Molti interventi previsti rappresentano nuove opere e non un semplice adeguamento del tracciato stradale ad oggi esistente. Se non viene fermato il progetto prevediamo una nuova serrata da parte dei commercianti di Norcia. Da uno studio approfondito emergono dati economici e quindi occupazionali prospettici molto preoccupanti”.

Sono i passaggi principali emersi dall’audizione di questa mattina in Seconda commissione, presieduta da Letizia Michelini, dei rappresentanti del Comitato ‘Tutela Patrimonio Valnerina’, in merito al progetto ANAS SS 685 Tre Valli Umbre, progetto risalente alla precedente legislatura. Alla riunione ha preso inizialmente parte anche l’assessore Francesco De Rebotti che ha lasciato poi il compito di rispondere alle istanze tecniche degli auditi al direttore regionale Gianluca Fagotti. Al termine della riunione la presidente Michelini ha assicurato gli auditi circa l’impegno della Commissione a dare vita a nuove audizioni con tutti gli assessori regionali competenti per materia e con altri soggetti istituzionali.

Il presidente del Comitato, Francesco Rotondi ha sottolineato che “in Valnerina c’è molta ansia, soprattutto da quando sono iniziati i lavori nella galleria di Sant’Anatolia (svincolo Vallo di Nera). Il progetto porta con se fortissimi impatti socio economici. Da uno studio basato su dati reali da Camera di Commercio, Agenzia delle entrate, Comuni ecc. emergono 3 scenari di impatto: il primo con riduzione moderata ‘-30 per cento’, cantieri con alternanze programmate, traffico parzialmente mantenuto, i tempi di percorrenza si allungano, ma la strada rimane percorribile senza variazioni importanti; Secondo scenario: riduzione severa, chiusure prolungate e deviazioni significative, lo scenario più realistico, prevista una situazione estremamente grave che potrebbe portare nuovamente ad una serrata da parte dei commercianti; Terzo scenario: situazione critica, deviazioni con allungamento dei tempi di percorrenza superiori ad un’ora. La Valnerina diventerebbe di fatto irraggiungibile per il turismo di prossimità e di transito. In questo caso si rischia la chiusura delle attività ed uno spopolamento molto marcato. Problemi emergerebbero anche per l’assistenza socio-sanitaria vista la distanza dagli ospedali più vicini. L’impatto turistico potrebbe essere molto peggiore rispetto a quanto accaduto con il sisma. Anche l’agricoltura subirebbe gravi disagi vista la percorribilità delle strade per grandi macchine agricole. Altri disagi (costi e tempi) potrebbero verificarsi per le stesse ditte addette alla ricostruzione. Ricordo che siamo tra le prime dieci strade, a giudizio del Touring club, più belle d’Europa”.

A Norcia, in particolare, c’è grande fermento ed è prevista “una nuova serrata da parte dei commercianti, una cerimonia della consegna delle chiavi all’assessorato regionale, ovviamente alla presenza della stampa. Chiediamo un progetto condiviso con i cittadini della Valnerina e non caduto dall’alto a nostro danno. Vogliamo un progetto che guardi al territorio e alle sue caratteristiche omogenee, dalla Cascata delle Marmore a Castelluccio di Norcia valorizzando tutti i comuni che attraversa. Ricordiamo anche che tutti gli interventi sono gravati dagli usi civici e finora il commissario non li ha svincolati nel tracciato. Parliamo di un progetto misto di finanziamento Pnrr (30 per cento) e ricostruzione strade danneggiate dal sisma (70 per cento), uno studio che non prevedeva nuove gallerie, né fare nuovi svincoli, ne per realizzare banchine a lato di una strada che è stata ripristinata immediatamente dopo il sisma. La stessa presidente della Regione, Stefania Proietti ha manifestato perplessità impegnandosi a lavorare per evitare questa catastrofe che darebbe il colpo finale ai residenti e quindi al territorio. Vorremmo poi capire cosa è successo dopo la riunione avvenuta tra l’assessore De Rebotti, quindi la Regione ed i Sindaci circa il progetto di Serravalle. Vogliamo capire se il progetto è stato realmente bocciato come promesso”.

Intervenendo subito dopo il Presidente del Comitato, l’assessore Francesco De Rebotti ha detto di aver “incontrato i tutti i sindaci del territorio i quali hanno espresso un giudizio positivo su questo tipo di opera. Ovviamente ci siamo fatti carico di rivedere comunque il progetto cercando di attenuare alcuni elementi. Abbiamo in programma a breve una riunione con Anas per sottolineare le nostre osservazioni, le nostre valutazione e quindi le nostre richieste di modifica per capire quando potranno essere prese in esame e a quale risultato porteranno, auspicando ovviamente che sia positivo. Noi terremo fortemente in considerazioni le legittime osservazioni che ci sono state e ci vengono sottoposte dai sindaci, dal Comitato e dai cittadini”.

Alla riunione, insieme al presidente hanno preso parte alla riunione e sono intervenuti altri componenti del Comitato: Armando Mattioli, Giuliana Leopardi, Antonella Pulci, Claudio Omero Marini, Riccardo Maria Modestia. Dai loro interventi, suddivisi a livello tematico, è emersa ancor più accentuata “preoccupazione” per le conseguenze legate al progetto. A livello socio economico è intervenuta particolarmente Antonella Pulci che ha commentato uno studio basato sull’analisi di impatto economico dell’opera elaborato da Aur, Camera di Commercio e Regione. Di criticità a livello socio sanitario ha parlato Armando Mattioli; su questioni prettamente tecniche e di impatto ambientale si è basato l’intervento (con l’ausilio di specifiche slide) dell’ingegnere Riccardo Maria Modestia. Sottolineature di criticità, ma anche proposte sono arrivate dagli altri interventi di Giuliana Leopardi e di Claudio Omero Marini.

Il direttore regionale Gianluca Fagotti ha assicurato i rappresentanti del Comitato circa una interlocuzione continua e costante con Anas circa il progetto in questione. Il Direttore si è detto disponibile ad approfondire alcune indicazioni e valutazioni tecniche emerse anche nel corso della riunione (ha chiesto le slide proiettate). “L’opera – ha ribadito – è stata approvata dai sindaci ed oggi ci troviamo di fronte ad un progetto in fase avanzata, tuttavia stiamo lavorando per trovare soluzioni utili a mitigare l’impatto per raggiungere il migliore obiettivo ‘costi-benefici’. Abbiamo chiesto di rivalutare il progetto su diversi interventi, anche dal punto di vista idraulico. Confidiamo che ci venga fornita a breve una risposta positiva”. 

Norcia Online

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