Il progetto ANAS Sant’Anatolia – Vallo di Nera e il tema della pubblica utilità

Il progetto ANAS Sant’Anatolia – Vallo di Nera e il tema della pubblica utilità

Le riflessioni del Comitato Patrimonio Valnerina

Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato Patrimonio Valnerina:

“Negli ultimi mesi, in relazione agli incidenti stradali lungo la Valnerina, è stato più volte richiamato il tema della maggiore sicurezza che deriverebbe dalla realizzazione della galleria Sant’Anatolia – Vallo di Nera e dalla conseguente rettilineizzazione del tracciato.
Tra le posizioni espresse pubblicamente, vi è quella dell’Amministrazione comunale di Vallo di Nera, che ha sostenuto con convinzione come l’opera rappresenti una risposta concreta alle criticità della viabilità. Tuttavia, nel dibattito pubblico, non risultano ancora pienamente condivisi dati dettagliati e comparativi che consentano ai cittadini di valutare in modo approfondito l’effettivo impatto dell’intervento sotto il profilo della sicurezza.
Sul tema esistono studi autorevoli, tra cui analisi pubblicate dall’INAIL, secondo cui:
una quota rilevante degli incidenti più gravi, in termini di lesioni e mortalità, si verifica in galleria;
nell’ambito di tali contesti, anche le gallerie di lunghezza contenuta presentano specifici fattori di rischio che meritano attenta valutazione progettuale.
Alla luce di tali elementi, il tema della sicurezza stradale appare complesso e richiede un’analisi tecnica approfondita, basata su dati oggettivi e comparazioni puntuali tra lo stato attuale e lo scenario post-intervento.
È comprensibile che ogni amministrazione comunale operi con l’obiettivo di tutelare gli interessi della propria comunità. Allo stesso tempo, trattandosi di un’infrastruttura che interessa un’area più ampia, appare opportuno considerare con attenzione anche le esigenze degli oltre 10.000 abitanti dell’alta Valnerina umbra e dei circa 1.300 residenti nei comuni di Visso e Castelsantangelo sul Nera, che utilizzano abitualmente quel tratto viario.
Un ulteriore aspetto riguarda l’impatto dei lavori: un cantiere di lunga durata su uno dei principali assi di accesso al territorio potrebbe comportare disagi significativi alla circolazione, con possibili ripercussioni anche sui flussi turistici, settore strategico per l’economia locale.
Proprio in questi giorni gli amministratori della Valnerina sono impegnati nella promozione del territorio in occasione della Borsa Internazionale del Turismo di Milano. In questo contesto, appare ancora più rilevante valutare attentamente tempi, modalità e ricadute dell’intervento infrastrutturale. Ricordiamo che l’Assessore Regionale al Turismo Simona Meloni, alla BIT di Milano ha dichiarato che l’Umbria punta sul turismo slow ed il cicloturismo, entrambi avrebbero ricadute negative con il lungo cantiere Anas da Sant’Anatolia a Borgo Cerreto di ben 10 km, con tanti semafori e deviazioni.
Nelle scorse settimane è stato inoltre sottoscritto un protocollo d’intesa tra i Comuni di Terni e Sellano per la valorizzazione congiunta della Cascata delle Marmore e del Ponte tibetano: un esempio di cooperazione territoriale che guarda alla Valnerina come sistema integrato e interconnesso.
In una prospettiva di sviluppo condiviso, sarebbe auspicabile che anche il confronto sul progetto ANAS potesse proseguire in modo trasparente e documentato, mettendo a disposizione della cittadinanza dati verificabili, analisi comparative e valutazioni tecniche complete, in particolare per quanto concerne la sicurezza stradale.
Rimaniamo pertanto in attesa di eventuali ulteriori chiarimenti e contributi istituzionali, nella convinzione che un dibattito pubblico fondato su elementi oggettivi possa contribuire a decisioni pienamente consapevoli nell’interesse dell’intero territorio”.

Norcia Online

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