Le Chiese di Norcia, centro storico. Lo stato della ricostruzione (fotogallery)

Le Chiese di Norcia, centro storico. Lo stato della ricostruzione (fotogallery)

Chiesa: dal greco ekklesia (assemblea) termine che si riferisce sia all’edificio fisico che, soprattutto, alla comunità dei fedeli uniti nella fede cristiana. 

Il territorio di Norcia è stato gravemente colpito dagli eventi sismici del 2016. I Beni Culturali, in particolare proprio le Chiese, sono gli edifici che ne hanno maggiormente risentito. Il crollo quasi totale della Basilica di San Benedetto il 30 ottobre 2016, di cui ne rimase in piedi solo la facciata, ha fatto il giro del mondo. La Chiesa è stata riconsegnata alla Comunità nursina, nazionale e internazionale, lo scorso 31 ottobre con una solenne cerimonia di riconsacrazione officiata dall’ Arcivescovo di Spoleto Norcia Renato Boccardo. Tutte le Chiese del territorio nursino però, note e meno note, sono degne di attenzione perché legate alla cultura, alla storia, alla tradizione della Comunità e in ognuna delle quali è scrigno di ricordi per le persone. 

“Vediamo moltiplicarsi i cantieri, grandi e piccoli, dopo il bel segno della riapertura di San Benedetto, taluni anche anche in stato avanzato” dichiara l’ Arcivescovo di Spoleto-Norcia, Renato Boccardo, sottolineando come “il concetto è sempre lo stesso: quando si uniscono le forze e si condivide un ideale si riesce a costruire non solo i muri ma anche la comunità, perché entrambe devono andare di pari passo. Avere nel territorio di Norcia diversi cantieri finalizzati a restituire alla comunità le sue chiese – prosegue – vuol dire che la vita si muove e che le macerie non hanno l ‘ultima parola. Dalle macerie dunque si riparte, nella misura in cui si fa comunità , ci si da la mano ci si aiuta gli uni e gli altri per costruire qualcosa di bello” conclude il Presule.  

Iniziamo dunque un percorso per fare il punto della situazione sullo stato dell’arte dei lavori di ricostruzione, iniziando dalle Chiese di Norcia capoluogo, senza la pretesa di addentrarci in tecnicismi, a volte di difficile comprensione, ma cercando di essere esaustivi – per quanto possibile – nel rispondere alla domanda: a che punto siamo? accompagnati nei cantieri da Simone Desantis, Coordinatore dell’ area tecnico amministrativa dell’ Archidiocesi di Spoleto-Norcia.

Partendo da Piazza San Benedetto, balza agli occhi la Concattedrale di Santa Maria Argentea che ha ospitato gran parte delle celebrazioni della città, tra cui battesimi, comunioni e matrimoni, alla quale sono legati i ricordi della grande maggioranza dei nursini. 

la Chiesa è finanziata per un importo complessivo pari ad € 7.400.000 i cui lavori sono gestiti dal raggruppamento tecnico STUDIO BATTISTA ASSOCIATI, GIANNANTONI INGEGNERIA SRL, il geol. Alessandro Nannucci e Arch. Maria Vittoria Iazzetti ed eseguiti dalla ditta S.E.A. Società Edile Appalti S.p.A. 

Attualmente si è  completata oltre la metà del lavoro, con l’impiego di crca 20 operai al giorno. Particolarmente complessa e critica è stata la ricostruzione del muro perimetrale (Via Zara). Affascinante vedere gli operai a lavoro ed in particolare nella ricostruzione del soffitto e delle volte, per la cura messa nei dettagli.  

Lasciandoci alle spalle Santa Maria, arriviamo a San Lorenzo, la Chiesa più antica di Norcia, è finanziata per un importo complessivo di € 1.270.000,00; il raggruppamento tecnici è composta da Paolo Rocchi & Partners s.r.l., Geologo Dott. Riccardo Maria Bistocchi e l’ Arch. Martina Marino. Esecutore dei lavori la ditta: Nanni & figli s.n.c. di Nanni Arnaldo. 

Anche qui è caduto il campanile e il paramento esterno con quello interno si è praticamente diviso, conseguenza di un’opera muraria detta ‘a sacco’. Nonostante tutto però il tetto ha retto ed ha impedito l’implosione; per poter consolidare le pareti occorre puntellare e smontare pezzo per pezzo per evitare crolli. Originariamente era un tetto a capriate con cassettone ligneo. 

Risalendo verso la parte alta della città arriviamo alla piazzetta di Capolaterra, dove c’è l’oratorio di Sant’Agostino Minore (Sant’Agostinuccio), uno scrigno di grandissimo valore sia materiale che simbolico, ha destato l’interesse generale soprattutto per le sorti del  suo soffitto scultureo-ligneo a cassettoni: che fine avrà fatto? Il soffitto è lì, ricollocato al suo posto, senza aver subito danni insormontabili. Esso infatti era agganciato al soffitto, appeso da tiranti in acciaio dopo un intervento post sisma del 1979  “Un intervento particolarmente interessante che ne ha consentito la sua integrità, mantenendone i tratti peculiari che lo rendono probabilmente il più bello dell’ Archidiocesi” ha detto Desantis. 

L’opera beneficia di un importo complessivo di € 1.690.000,00, eseguito dalla ditta ditta ESTIA SRL, per il raggruppamento dei tecnici: ing. Graziano Mancinelli,  arch. Carla Bartelli, ing. Simona Paltriccia, ing. Roberto Trovati, ing. Rita Sabatini, geol. Domenico Brosio e l’ arch. Laura Batocchioni Sorbini.

Infine ci spostiamo verso Porta San Giovanni, presso l’omonima Chiesa, adibita a magazzino fino al 2016. Sono davvero pochi i fortunati ad averla potuta visitare e serbarne ricordi, soprattutto per quanto attiene alle celebrazioni liturgiche. Anche entrarci in questa situazione di cantiere in divenire comunque, ci si trova in un edificio che ha tanto da raccontare. Anche qui, alzando gli occhi troviamo un soffitto ligneo di pregio a cassettoni che copre una navata centrale e la cappella laterale detta ‘dei muratori’, nonché la presenza sul pavimento di un bassorilievo, cui si riconosce una balestra. Probabilmente una delle poche testimonianze dell’utilizzo di questa arma, presente nel territorio comunale, se non l’unica. 

Quest’edificio è stato finanziato per un importo di € 1.950.000,00; il raggruppamento tecnici è composto da ARAUT ENGINEERING, Ing. Vetturini Riccardo, Ing. Daniela Zaccardi, Geometra Giorgio Vitali, Arch. Filippo Formica, Geol. Dott. Giancarlo Cantarelli e l’ Arch. Carlo Vitali. I lavori sono affidati alla ditta: NAPLA G. APPALTI S.R.L. 

Queste sono le prime quattro delle chiese di Norcia capoluogo attualmente visitate, ma ve ne sono anche altre di cui sarà fatto un report prossimamente, così come per quelle delle frazioni, ancor più particolari e care soprattutto ai tanti oriundi che solitamente l’estate vi tornavano. 

Un altro edificio del ‘culto nursino’ è la Chiesa della Madonna Addolorata per la quale è stato nominato il RUP (Responsabile Unico del Procedimento) e interlocuzioni continue tra il MiC (Ministero della Cultura) la struttura del Commissario Straordinario per la Ricostruzione e il FEC (Fondo degli edifici di Culto) che attiene alla competenze del Ministero dell’ Interno, proprietario dell’ immobile. 

La ricostruzione dunque procede, ben consapevoli che l’edilizia privata  è importantissima e determinante per mantenere in loco la Comunità, allo stesso modo quella delle Chiese ha una grande valenza culturale, storico ed identitaria. 

Paolo Millefiorini

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